Out there

Dark Void

«And believers
A simple kindness
There may be no ending
Only shining

"BELIEVERS" - A.A. BONDY»

Dark Void è un cineasta in pausa di capitalizzazione. Attualmente è impiegato nella società del consumo come tecnico riparatore smartphone di terzo livello. Mentre raschia il cerume di anziane signore dalle retine dei telefoni o rimuove l’umidità da schede madri impregnate di piscio, pianifica la realizzazione di un film sul mondo, ambientato tra la Siberia e la Patagonia.

La sua passione per la musica nasce non più di un paio di anni fa, quando il suo cuore gonfio di odio si riempì d’amore nell’incontro con l’analogico; furono un a notte oscura di fitte disquisizioni e un vinile di Bonnie “Prince” Billy che cambiarono qualcosa.

A Dark Void piacciono: i negri, gli attacchi terroristici in occidente, i piccoli animaletti indifesi, gli odori del cerume e della pasta sotto le unghie, gli ubriaconi, le catastrofi naturali, i pantaloni della tuta dentro alle calze, la mancanza di igiene e i Joy Division.

A Dark Void non piacciono: i professionisti, gli amanti di Jimi Hendrix, le moldave con la memoria del telefono imballata, i mezzi pubblici, i cani che abbaiano, i porno lesbo e gli esperti di vie della città.

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