Out there

Elisa

«Sai che chi si ferma è perduto, ma si perde tutto chi non si ferma mai»

1.68cm dice la carta d’identità. Vengo dal Paesello ma ci torno quanto basta. Per lo più mi dedico agli altri e alla comunità e sto imparando a capire ora che qualche cosa di buono, forse, la combinerò. Vengo male in foto, molto male, soprattutto quando mi impegno. Per questo motivo odio farmi fotografare e l’unica foto decente che mi ritrovo sul computer è quella che vedete qua sopra, la stessa che uso nei miei cv.

Ho iniziato ad apprezzare la musica da sdraiata su un tappeto ed ora la ascolto anche da sdraiata sul letto, da seduta mentre lavoro, da seduta sui mezzi, da in piedi sotto la doccia, da in piedi quando cammino e dalle posizioni più strane su un tappetino. E a furia di ascoltarla qualche cosa in testa mi ci è entrato. Mi piacciono le canzoni che hanno qualcosa da dire, soprattutto quando dicono qualcosa che io non riesco ad esprimere a parole mie. Poi mi piacciono le gite, i colori, la birra, la vita da universitari a Padova, la settimana enigmistica, il caldo, le collane, le persone oneste e le cose semplici, ma questa è un’altra storia.

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