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DARK VOID: 10 BEST ALBUMS 2000-2019

#10 THE ZEN CIRCUS –
LA TERZA GUERRA MONDIALE

2017

Parto dai ricordi più freschi e più vividi, da Non Voglio Ballare e dalle interminabili notti piegati sul bancone del bar a cantare in loop le tracce di questo disco con il pugno alto e il cuore gonfio di passione. Non che gli Zen scoprano l’acqua calda con la loro musica ne tanto meno con i loro testi, spesso telefonati e con frasi ad effetto già sentite buttate un po’ qua e là, ma mi sembra giusto iniziare questo percorso a ritroso nel tempo con una delle poche band che tiene ancora alta la fiaccola della speranza nel Bel Paese soffocato da Talent e Trap. Avanti e fedeli alla linea. 

Best track: Non Voglio Ballare

#9 THE ROOTS –
PHRENOLOGY

2002

Molti di voi assoceranno immediatamente i The Roots a The Seed, il tormentone dell’estate 2003 e singolo sicuramente di maggior successo della band estratto proprio dal discone in questione. Phrenology contiene molto di più e anzi, come spesso accade, la traccia più nota è anche la peggiore. Ascoltare questo disco fu come aprire un regalo che non ti aspetti; all’interno addirittura rock e poetica africana. Nelly Furtado a parte, molto più che semplice hip-hop.

Best Track: Someting In The Way Of Things (In Town)

#8 GROOVE ARMADA –
LOVE BOX

2002

Ancora 2002. Life is slow when the groove is on… Un disco che spazia dall’elettronica al rap e fino al punk con una sensazionale varietà sonora che oltrepassa il genere e la nicchia. Ho letto le peggiori recensioni su questo disco e ho finito per amarlo sempre di più. Ospiti illustri (Neneh Cherry in Groove Is On e Think Twice, Richie Havens in Hands Of Time) elevano ancor di più quest’opera maestra del semisconosciuto duo Britannico composto da Andy Cato e Tom Findlay. Ricordi bellissimi, volume dieci e guida in stato di ebrezza. Ascoltate e giudicate voi.

Best Track: Madder

#7 PAUL KALKBRENNER –
BERLIN CALLING

2008

Spazio all’elettronica. Non poteva essere altrimenti. Paul, Dj di Berlino est, compone questo disco per l’omonimo film di Hannes Sthor uscito sempre nel 2008, di cui interpreta anche il personaggio principale DJ Ickarus, che di ritorno da un tour all’estero deve affrontare i problemi della tossicodipendenza proprio in contemporanea con il lancio del suo primo disco. Il sound sensazionale nel film nasce mentre Ickarus è rinchiuso in una clinica per disintossicarsi dall’MDMA e tra quei muri bianchi e asettici partorisce proprio Berlin Calling. Una sintesi esperienziale sospesa tra metropoli e astinenza che crea un percorso d’ascolto molto eterogeneo. Ora quanto ci sia di autobiografico in questa interpretazione di Paul non è dato a sapersi, ma le magliette da calcio vintage di Ickarus per me sono diventate un modello di vita.

Best track: Revolte

#6 SIGUR RòS –
TAKK…

2005

Hoppìpolla fu la traccia che utilizzai per il mio primo montaggio video amatoriale. Ciò che mi ha sempre colpito e affascinato della musica dei Sigur Ròs è il suo inscindibile rapporto con l’Islanda, la terra di origine di Jònsi, Augùst e Georg. Un sonorità organica che sembra prendere vita naturalmente, dal centro della terra e fuori dal cratere di un vulcano. Il disco ti lascia attraversare cieli crepuscolari e un mare infinito restituendo un senso di compiutezza e di appartenenza al tutto. 

Decisamente più fruibile rispetto agli sperimentali arrangiamenti del capoloavoro Agaetis Byrjun (che se non fosse stato pubblicato prima del duemila occuperebbe questa posizione), Takk… è il miglior primo passo da compiere per approcciarsi a questa magia del nord.

Best Track: Hoppìpolla

#5 BAUSTELLE –
LA MODA DEL LENTO

2003

Un altro disco del 2003 che però ho ascoltato 10 anni dopo quando al variopinto comunismo avevo già sostituito il nero del nichilismo. I Baustelle segnano indelebilmente il mio periodo veneziano. La moda del lento mischia sonorità eighties ad un flow new wave in una soluzione molto interessante. Chissà se esiste il genere New-retrò-wave. Li definirei più o meno cosi i Baustelle di La Moda Del Lento. L’approccio parolistico funziona ed è spesso condivisibile, sia per il sentimento che per l’idea ultima. Mi pareva di poter pensare, riflettere e ballare allo stesso tempo. Indossavo Rayban da vista con la montatura grossa e nera e mi dedicavo alla cultura mentre ascoltavo le voci di Francesco e Rachele. Partecipai ad un live sulla spiaggia di Jesolo e amai la loro supponenza.

Best Track: La Moda Del Lento

#4 NOFX –
WAR ON ERRORISM

2003

Il faccione schernito di George W. Bush è ancora lì, appoggiato sulla mensola di quella che una volta era la mia cameretta, formato cd-rom. Mi sembra impossibile pensare che quando ascoltavo questo disco avevo più di 17 anni, avrei giurato di essere molto più piccolo. Mi ricordo il lettore cd grigio della panasonic che saltava spesso, i pullman e i porta cd. Un’altra epoca e avevo già 17 anni. Chissà quanti ne ho ora. Disco politico e anti-americano, con un neanche troppo celato sdegno per la reazione Yankee all’11 settembre. Meno privacy e più bombe. Se si fossero attaccati da soli? Conveniva? Michael Moore tu cosa ne pensi? I NOFX hanno contribuito a farmi diventare quello che sono, mi hanno insegnato a schierarmi sempre e mi hanno dato la certezza che il punk è l’unica via. Anche se la pietra miliare resta Punk in Drublic non mi sentivo di escludere i miei ragazzi dalla top Ten. Eccoli qui.

Best Track: American Errorist (I Hate Hate Haters)

#3 PHOSPHORESCENT –
PRIDE

2007

Credo che un critico musicale onesto sarebbe costretto a metterlo al primo posto. Pride ti scivola addosso come un rito esorcistico, come un algoritmo estatico perfetto che rimuove ogni recondita entropia, purificando ogni scoria. Pride è equilibrio, restituisce la pace scacciando i lupi dall’interno della casa, lottando e sanguinando, per poi infine disperdersi nella luce calda del mattino. Altre notti indimenticabili che forse hanno contribuito a sconfiggere il diavolo che troviamo in posizione due. Non sono certo di essere grato a Houck & C. per questa pace ritrovata. Ma forse lo ringrazierò solo quando diventerò grande.

Best Track: Wolves

#2 A.A. BONDY –
WHEN THE DEVIL’S LOOSE

2009

Depressione soave. Una magia dell’ex voce dei Verbena che incanta e trasporta dalla prima nota all’ultima. Un disco ricco di imperfezioni che profuma di analogico. Un disco buio che ha accompagnato le mie lacrime negli inverni più bui. Ricordo ancora i cicchi spenti a terra, l’odore dell’alcol, l’ansia e il disagio dell’incertezza. In quelle notti vivevamo assieme e vivevamo forte. Sono sicuro di aver visto i sempreverdi ballare. Ti amo AA.

Best Track: Mightiest Of Guns

#1 MALIK BENDJELLOUL –
SEARCHING FOR SUGAR MAN

2013

L’opera del compianto Malik, morto suicida sotto una metropolitana di Stoccolma solo un anno dopo aver ricevuto l’Oscar per il suddetto documentario, ha il merito di restituire al mondo due album sublimi che sino al 2013 erano relegati all’oblio. L’immenso artista in questione, scovato a fare il manovale in una fabbrica d’auto di Detroit, è Sixto Rodriguez e i dischi sono rispettivamente Cold Fact del 1970 e Coming From Reality, pubblicato l’anno successivo. Dischi degli anni settanta scoperti negli anni 2000. Malik e Sixto per sempre insieme sul gradino più alto del podio. Non è successo niente di più bello in queste ultime due decadi.

Best Track: Cause


IL PEGGIORE

POVIA –
QUANDO I BAMBINI FANNO “OOH”… LA STORIA CONTINUA…

2006

Non ho tempo da perdere a parlare di Povia. La cosa peggiore è che probabilmente la maggior parte di voi saprà a memoria il ritornello di Quando i Bambini Fanno Oh e magari anche qualcosa di Vorrei Avere Il Becco. Qualcosa è andato storto cristo santo. Forse più di qualcosa.

Worst Track: Vorrei Avere Il Becco

L'autore