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FEDERICO : 10 BEST ALBUMS 2000-2019

Ed ecco che anch’io mi cimento in un rischioso recap degli album che più mi hanno influenzato/emozionato/segnato o che banalmente ho ascoltato di più negli ultimi vent’anni. Chiaro che proprio mentre lo compilo sono io stesso il primo a smentirmi, dato che, come ho sempre sostenuto, definire un ventennio in un numero chiuso e così ristretto di dischi è operazione praticamente impossibile e forse anche pretenziosa. Significa un disco ogni due anni, per rendersi conto meglio. Diciamo che ho provato a guardarmi indietro fino ad arrivare ai miei 16 anni e capire quale musica è rimasta con me e “dentro di me” fino a oggi, quali artisti ed album hanno avuto e hanno ancora maggior peso specifico e hanno contribuito a rendermi ciò che sono oggi, a quasi 36 anni. Sperando che la memoria sia dalla mia parte. E su questo non ci giurerei.

Quindi fermo restando che questa storia delle classifiche va sempre presa con le pinze, beccatevi questa manciata di dischi. Che oggi è così, domani sarebbe sicuramente tutta diversa.

#10 LATTERMAN –
WE ARE STILL ALIVE

2006

La mia band punk rock preferita in assoluto, non saprei come altro mettervela giù. Non hanno sbagliato un pezzo, suonavano con la furia dell’hardcore ma coi ritornelli super pop da cantare sotto al palco a squarciagola, stringendosi forte con gli amici. E soprattutto dicevano cose che ancora oggi mi tatuerei sul petto. “And I swear I’m gonna run to these mountains and I’m never coming back, moving on is the only option I have left”.

Best track: This Basement Gives Me a Fucking Headache

#9 LCD SOUNDSYSTEM –
SOUND OF SILVER

2007

Il disco che all’improvviso mi ha introdotto (o forse re-introdotto) al dancefloor e mi ha fatto capire che la cassa dritta e la club culture potevano coniugarsi perfettamente con l’idea di band classica, con le grandi canzoni, una scrittura intelligente e stile a palate. Ancora oggi vorrei che la vita fosse una All My Friends a ciclo continuo, senza fine. Se non bastasse dal vivo regalano uno degli show più incredibili e coinvolgenti che abbia mai visto.

Best track: All My Friends

#8 SWANS –
MY FATHER WILL GUIDE ME UP A ROPE TO THE SKY

2010

Michael Gira resuscita a sorpresa il marchio Swans dopo 14 anni dall’ultimo disco vero e proprio (e dopo il divorzio artistico e personale con Jarboe) e ritrova ispirazione e dono della sintesi (poi irrimediabilmente perso negli album successivi), condensando in 45 minuti la sua nuova visione, tra forma canzone (più o meno), improvvisazioni free, noise, mantra ossessivi, catarsi, ascetismi e tuffi negli abissi. Dal vivo una delle esperienze più mistiche mai provate durante un concerto “rock”.

Best track: No Words/No Thoughts

#7 WU LYF –
GO TELL FIRE TO THE MOUNTAIN

2011

Ritornelli pazzeschi, inni politico-romantici pieni di slogan e frasi ad effetto, attitudine punk e diy, una voce roca persa nel riverbero che canta quasi farfugliando ma soprattutto un immaginario da collettivo antagonista rivoluzionario (con tanto di siti web curatissimi a corredo) che rendeva tutto davvero unico e assolutamente non inquadrabile. La loro attenzione per tutto l’aspetto estetico e visivo legato alla musica mi ha segnato in modo molto forte. Ci sarebbe un grande bisogno di band così anche oggi. Posso dire solo: Ellery perché hai mandato tutto a puttane?

Best track: We Bros

#6 BON IVER-
22 MILLION

2016

Si, lo so, penserete che è una scelta idiota. Che non capisco niente. Che avrei dovuto mettere “For Emma”. Ma siamo tutti consapevoli dell’importanza epocale di quel disco. La verità però è che col senno di poi questo per me è l’album migliore di Justin Vernon. Sicuramente il mio preferito, ecco. Il più complesso, sperimentale, visionario. Un album che mi ha cambiato prospettiva sulle varie modalità di scrittura e produzione in questi ultimissimi anni. E non è che succeda proprio così spesso. Justin riemerge da una profonda crisi interiore buttando il cuore a capofitto in questa sintesi stranissima di influenze disparate e creando un disco che è davvero fuori da ogni schema e ogni tempo.

Best track: 33 GOD

#5 THE WAR ON DRUGS –
SLAVE AMBIENT

2011

La prima volta che ho sentito i War On Drugs sembravano usciti dal mondo dei miei sogni. Classicismo rock americano che andava a braccetto con le sonorità più sognanti e dilatate degli anni ’80. Springsteen, Dylan e Petty suonati dai Cocteau Twins. La 4AD e l’autoradio di una Chevy, correndo a tutta velocità su una highway da uno stato all’altro. Un corto circuito pazzesco. Che a distanza di anni nel mio cuore ha vinto senza riserve sul suo gemello “Smoke Ring For My Halo” del loro socio Kurt Vile.

Best track: Best Night

#4 KANYE WEST –
808S & HEARTBREAK

2008

Quando Kanye era davvero il genio pazzo della musica contemporanea e io lo vedevo come una specie di nuovo Prince, un artista superiore a ogni etichetta. Oltre l’hip hop, oltre la black music, oltre il pop, oltre qualsiasi genere. Forse il successivo “My Beautiful Dark…” è ancora meglio, più sfaccettato e completo ma questo rimane il mio disco preferito, anche per il periodo della mia vita a cui è legato. E comunque proprio qui Kanye “inventa” il tanto controverso uso dell’autotune, vedete voi.

Best track: Welcome To Heartbreak

#3 FRANK OCEAN –
CHANNEL ORANGE

2012

Non so mica come descrivere questo disco, se non che è perfetto dal primo all’ultimo secondo. Emerso in breve tempo dal nulla sull’onda dell’esplosione di popolarità dei suoi soci Odd Future, Frank Ocean se ne esce così dall’oggi al domani con questo capolavoro assoluto, che in poco meno di un’ora scompiglia le carte della black music e si pone come pietra miliare e termine di paragone per tutta l’ondata del nuovo alternative-r&b da lì a venire. Ancora oggi inarrivabile.

Best track: Thinkin Bout You

#2 RADIOHEAD –
KID A

2000

Ho 16 anni, e il nuovo millennio è appena iniziato. Devo ancora imparare tutto del mondo e della vita e una delle mie band preferite mi dà subito la lezione definitiva che non dimenticherò mai, compiendo il più grande salto nel vuoto artistico degli ultimi vent’anni di musica popolare. Pensavo di averlo capito allora, mi accorgo di non averlo ancora capito oggi. I Radiohead erano già nel 2019 vent’anni fa e su questo c’è poco da obiettare.

Best track: Idioteque

#1 TWILIGHT SINGERS –
BLACKBERRY BELLE

2003

Devo davvero spiegare perché ho scelto questo disco? Ormai anche i sassi dovrebbero sapere che Greg Dulli è il mio maestro-padre artistico per tutta una serie di ragioni blablabla. Questo è il suo ritorno al rock’n’roll con una band vera e propria, cosa che ai tempi per me era come assistere alla resurrezione di Gesù in diretta. E niente, se volete vi suono a memoria tutto il disco, non so.

Best track: Teenage Wristband

GRANDI ESCLUSI: E i Wilco? E i The National? E gli Hold Steady? E Kendrick Lamar? “Black Messiah” di D’angelo? “Wildheart” di Miguel ecc ecc ecc? Eh boh.


IL PEGGIORE

U2 –
SONGS OF INNOCENCE

2014

Oltre a non avere più un’idea dal ‘93 mi infilate a tradimento nel telefono questa insulsa, sbiadita e raffazzonata serie di canzoni fintamente sentite ed emozionali e mi obbligate ad averla nella mia libreria per sempre? Restate pure a fare gli imprenditori nel cda della Fender. Traditori.

L'autore