Out there

Joey

Controversa interpretazione di un personaggio storico di Brooklyn

Crazy Joe Gallo

“Desire”, pubblicato nel 1976, è l’album che viene partorito dopo l’incredibile esperienza e il ritorno sul palco di Dylan con il Rolling Thunder Revue. Molti dei musicisti che presero parte a questo tour collaborarono anche alla realizzazione dell’album, ma di fondamentale importanza fu la violinista Scarlet Rivera, ingaggiata quasi per caso dallo stesso Dylan mentre passeggiava per le vie del Greenwich Village. Quando la vide camminare con la custodia del violino sulle spalle la invitò a partecipare alle prove del Rolling Thunder Revue: iniziò così la collaborazione tra i due musicisti che portò a quell’incredibile suono a tratti allegro, a tratti malinconico e altre volte più deciso ma pur sempre gentile che caratterizza “Desire”. Il disco, diventato un caposaldo iconico della storia della musica, è completamente pervaso dal suono del violino di Scarlet Rivera che è in grado di trasportare totalmente l’ascoltatore all’interno di ogni canzone.

Bob Dylan e Scarlet Rivera

L’album è composto da brani bellissimi come “Romance in Durango”, cantata in italiano dal nostro Fabrizio De André nell’album “Rimini”, dall’incredibile e piena di sentimento “Sara”, una delle poche finestre aperte da Dylan sulla sua vita privata. La tracklist continua con il mio amore segreto, “One more cup of coffee”, con quel suono che non mi riesce di descrivere e la voce di Dylan che mi ricorda il Medioriente, e con “Hurricane”, su cui non mi voglio dilungare perché troppo gettonata e spesso citata anche da persone che non conoscono né l’album né la vera storia di questa canzone.

Rubin “Hurricane” Carter

Voglio invece parlarvi di “Joey”, la canzone che Dylan e Jacques Levy hanno dedicato a Joseph “Crazy Joe” Gallo, gangster della scena criminale newyorkese diventato un’icona del mondo criminale soprattutto attraverso il modo cinematografico e film come il recente “The Irishman” di Scorsese.

La mia questa volta non vuole essere una presa di posizione, voglio solo raccontare questa storia con qualche precisazione storica riguardo a quest’icona, “Crazy Joe”, parte importante di un pezzo di storia americana.

Questa canzone fu fortemente criticata all’epoca a causa del modo nel quale si parla di Joseph Gallo. Dalla descrizione di Dylan ne emerge un personaggio quasi romantico, mentre la biografia ufficiale lo descrive sotto tutt’altra luce. Anche Lester Bangs, infatti, dichiarò che Gallo fu uno spietato mafioso e che la canzone di Dylan non ne racconta fedelmente la vita. Sull’argomento Dylan ha affermato più volte che fu esclusivamente Levy a scriverne il testo, sempre smentito da quest’ultimo, di fatto però la canzone apre il lato B dell’album “Desire” ed è la più lunga al suo interno, accreditata ad entrambi e cantata dallo stesso Dylan.

Aprì gli occhi al suono di una fisarmonica

Joey

“Crazy Joe” nasce a Red Hook, Brooklyn. Nascere in quell’epoca e in quel quartiere non poteva portare ad altro che a ciò a cui erano destinati Crazy Joe e i suoi fratelli: sempre in lotta per la sopravvivenza.

Sempre al di fuori di qualunque schieramento, quando gli chiesero perché fosse così
”Bhe”, rispose “perché si”

Joey

Crazy Joe cresce insieme ai suoi fratelli condividendo con essi la stessa vita e anche la stessa sorte:

Larry era il più vecchio
Joey era quasi l’ultimo
Lo chiamarono Joe “Crazy”
e il più giovane “Kid Blast”

Joey

I fratelli Gallo misero in piedi un giro di scommesse. Divennero allibratori e vissero di questo per le strade di Brooklyn.

Sembravano essere intrappolati tra Mafia e polizia

Joey

Crazy Joe era il re della strada, era ammirato dai ragazzi e rispettato dalla gente. La sua banda camminava a testa alta per le vie dei quartieri, non accettava che qualcuno gli desse ordini ed era composta da ribelli. Sapevano però di avere per questo un nemico potente, il boss della famiglia Profaci/Colombo, al quale dovevano sottostare. Spesso, tuttavia, ne mettevano in decisioni e autorità. Si diceva che questa discordia di vedute riguardasse l’uccisione dei loro rivali:

Ma non era la verità
nessuno avrebbe mai saputo con certezza
cosa avessero fatto

Joey

La risposta del Boss al comportamento dei fratelli Gallo non si fece attendere e fu così che Carmine Persico, un traditore della banda di Crazy Joe, insieme ad altri uomini della Famiglia, provarono ad uccidere Larry (il fratello maggiore dei Gallo) con un agguato in un locale dove si erano dati appuntamento

Quando provarono a strangolare Larry
Joe si infuriò parecchio
uscì nella notte in cerca di vendetta
pensando di essere a prova di proiettile

Joey

E fu così che:

La guerra scoppiò al sorgere del sole
e svuotò le strade

Joey

Joe e la sua banda subirono molte perdite per mano della Famiglia, fino a quando non attraversarono il confine del territorio facendo cinque prigionieri. Li nascosero in una cantina e uno della banda propose di far esplodere il posto dove li tenevano prigionieri e lasciare che dessero la colpa a qualcun altro, ma Joe non era d’accordo:

Ma Joey si intromise alzando la mano,
dicendo “non siamo quel tipo di persone
è pace e serenità quello che ci serve
per rimetterci al lavoro”

Joey

Quando la guerra rallentò, la polizia riuscì ad inchiodare Crazy Joe accusandolo di cospirazione. Al processo quando il giudice lo incontrò gli chiese:

”Che ore sono?”
“Cinque alle dieci” rispose Joey
Il giudice disse
“Sono esattamente gli anni che ti farai”

Joey

Crazy Joe venne quindi incarcerato e scontó la sua pena nel carcere di Attica. Durante la sua detenzione lesse Nietzsche e Wilhem Reich e fu in quel periodo che Joe conobbe e fece amicizia con degli afroamericani che scontavano la loro pena:

I suoi migliori amici erano di colore
perché sembravano capire
cosa vuol dire stare in una società
con le manette alle mani

Joey

Nel corso della sua reclusione Crazy Joe eliminò con della stricnina nel cibo i suoi nemici che si trovavano in carcere e che avrebbero tentato a loro volta di ucciderlo. Durante una rivolta Joe salvò la vita ad una guardia carceraria rimasta gravemente ferita a causa gli scontri. Negli anni di prigione Joe strinse amicizia con un trafficante di droga di Harlem per gestire insieme le piazze di spaccio. Si chiamava Leroy Barnes, futuro boss dello spaccio nel quartiere nero di New York e successivamente collaboratore di giustizia che aiutò a smantellarlo. Fu così che Joe prese sotto la sua protezione un giovane spacciatore di colore di nome Jerome Johnson. Nel 1971, finita di scontare la sua pena, Crazy Joe tornò in libertà:

Aveva perso un po’ di peso
ma vestiva come Jimmy Cagney
e giuro che era bellissimo

Joey

Tornato nella sua città Crazy Joe recitò una parte in un film e si trasferì a Greenwich Village. Lì cominciò a frequentare la New York bene, diventando così un personaggio quasi famoso: era ormai conosciuto anche fuori dall’ambiente malavitoso, cosa che non piaceva affatto ai suoi colleghi. Crazy Joe era pronto a riprendersi tutto quello che aveva lasciato per strada dieci anni prima:

Al capo disse:
“Sono tornato ora, e voglio ciò che mi spetta”

Joey

La sua banda e i suoi fratelli erano ormai ai margini dell’organizzazione Profaci/Colombo che era ora guidata da un nuovo boss al quale avevano dovuto sottomettersi per la loro sopravvivenza e a causa della mancanza di Crazy Joe. Joe ormai non girava più amato:

“Sono vicino a troppi bambini” diceva
“non dovranno mai vederne una”

Joey

Ma era pronto a qualsiasi cosa per riprendersi ciò che era suo:

Eppure entrò nel locale
del suo nemico mortale
svuotando la cassa e dicendo
“Ditegli che è stato Crazy Joe”

Joey

Non ci volle molto perché la Famiglia reagisse all’affronto. In risposta Joe ordinò a Jerome di uccidere il boss Colombo durante la manifestazione per i diritti civili degli italoamericani di cui era presidente. Colombo morì crivellato di colpi davanti a tutta la gente presente al corteo, mentre il capo famiglia, ferito gravemente, entrò in coma.

Fu così che una sera per le strade di Little Italy, davanti al locale “Umberto’s Clam House” in Mullberry Street, una macchina accostò e fece scendere un uomo di nome Frank Sheeran, detto l’Irlandese. Sheeran entrò nel ristorante dove Crazy Joe stava festeggiando il compleanno con la sua famiglia, per fare ciò che gli era stato ordinato:

“Un giorno lo ammazzarono
in un ristorante di pesce
l’aveva capito guardando la porta
mentre alzava la forchetta
ribaltò il tavolo
per proteggere la sua famiglia
poi barcollò nelle strade
di Little Italy”

Joey

Le sue sorelle Jacquelline e Carmela
e mamma Mary piansero tutte
ho sentito il suo migliore amico Frankie dire
“Non è morto, sta solo dormendo”
poi ho visto la limousine del vecchio
dirigersi verso il cimitero
immagino volesse dare un ultimo saluto
al figlio che non riuscì a salvare”

Joey

È così che finisce questa storia, la storia di Crazy Joe, tra le lacrime versate e il sangue che scorre per le strade:

Il sole divenne freddo in President Street
e la città di Brooklyn era in lutto
dissero una messa nella vecchia chiesa
vicino a dove era nato

Joey, Joey
re delle strade, bambino d’argilla
Joey, Joey
perché hanno voluto spazzarti via?

Joey

L'autore

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