Out there

Nightswimming: una notte nostalgica

Quando l’epilogo dell’estate segna la fine dell’adolescenza

Un’altra estate volge al termine e settembre ci accompagna verso l’inizio di un nuovo anno lavorativo. Molto spesso le stagioni e le fasi della vita vengono associate e messe in relazione tra loro: primavera e infanzia, estate e gioventù, autunno e maturità, inverno e vecchiaia. Molti autori hanno sfruttato queste metafore efficaci tra il ciclo vitale e l’orbita terrestre intorno al sole. Nel loro disco del 1992, Automatic For The People, i REM scrivono quella che per me è la miglior canzone sulla fine dell’estate e quindi dell’adolescenza: Nightswimming.

L’amarezza della perdita dell’innocenza permea tutto il brano, Micheal Stipe è più credibile che mai, il suo struggimento arriva all’ascoltatore forte e chiaro. Il testo, l’arrangiamento e l’intenzione con cui è stata suonata questa canzone traboccano di nostalgia per la libertà e le speranze che si possiedono solamente in giovane età. Allo stesso tempo la comprensione che il tempo non può tornare indietro fa si che aleggi, su tutto il brano, una sensazione di malessere nei confronti dell’età adulta, la non accettazione del presente e il rifugiarsi nei ricordi che appaiono sempre più felici.

In una notte tranquilla ascoltando Nightswimming in ripetizione, ho nuotato a mia volta in uno stream of consciousness. Questo è il risultato:

Nightswimming deserves a quiet night
The photograph on the dashboard, taken years ago
Turned around backwards so the windshield shows
Every streetlight reveals the picture in reverse
Still, it’s so much clearer
I forgot my shirt at the water’s edge
The moon is low tonight

[Una nuotata notturna merita una notte tranquilla
La fotografia sul cruscotto, scattata anni fa,
Girata all’indietro così che il parabrezza possa mostrarla
Ogni lampione fa vedere l’immagine al contrario
Eppure è ancora così chiara
Ho dimenticato la mia camicia sulla sponda del fiume
La luna è bassa stanotte]

Ci siamo preparati per una vita intera al meglio, le speranze erano luminose. Sì, luminose come la luna. Luminose come i lampioni che incrociamo sulla strada di casa. Il temporale ci ha sorpresi senza riparo, senza vestiti. Nudi e indifesi. Ci siamo preparati per anni sui libri di testo sbagliati. La grande menzogna dell’istruzione pubblica non ha mai sortito effetti su di me. Ne ho pagato le conseguenze. Chi è quell’arrogante che ha deciso per noi cosa è giusto e cosa è sbagliato? Dove sono Steinbeck e Cechov? Lolita e Zanna Bianca? Dov’è la musica? Dov’è l’acqua? Il sole di giugno filtra gentile tra le foglie di robinia. Non credevamo nel fallimento, ti ricordi? Non credevamo nella paura. Convinti che il mondo intero fosse riservato esclusivamente a noi, un posto già assegnato. Il futuro era una formalità che aspettava solo il momento per compiersi e portarci in parata nelle strade di quelle città tanto sognate. Eravamo invincibili in una notte di bonaccia e ora che si è alzato il vento siamo completamente finiti. Disarmati. Distratti dall’economia dei rapporti umani, dagli incidenti stradali, dagli slogan di una politica informale come quando ti dissi:”non saremo mai come loro” e invece adesso indossiamo le stesse camice, gli stessi stivali e marciamo in fila nei supermercati la domenica mattina. Come se tutto dovesse finire domani, ma a finire domani saremo solamente noi. Cosa penso di ottenere ad evocare l’immagine di quello che siamo stati e non saremo più?

Nightswimming deserves a quiet night
I’m not sure all these people understand
It’s not like years ago
The fear of getting caught
Of recklessness and water
They cannot see me naked
These things, they go away
Replaced by everyday

Nightswimming, remembering that night
September’s coming soon
I’m pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit
Around the fairest sun?
That bright, tight forever drum
Could not describe nightswimming

[Una nuotata notturna merita una notte tranquilla
Non sono certo che tutte queste persone capiscano
Non è come anni fa,
La paura di essere catturato
Della noncuranza e dell’acqua,
Loro non possono vedermi nudo,
Queste cose vanno via
Rimpiazzate dalla vita di tutti i giorni

Una nuotata notturna, ricordandosi di quella notte
Settembre arriverà presto
Io mi sto struggendo per la luna 
E cosa accadrebbe se ci fossero due
Fianco a fianco in orbita
Intorno al sole più bello?
Quel luminoso, per sempre serrato ritmo
Non potrebbe descrivere una nuotata notturna]

Tutto ha preso il posto di tutto. È arrivata una nuova pianta dall’Africa, non ricordo il nome, uccide e rimpiazza la robinia a sua volta arrivata dall’America. I DJ rimpiazzano le band sui palchi, la provincia è ormai solo dormitorio per i pendolari che non accettano lo smog. Un amico ha rimpiazzato il suo cuore con un aggeggio metallico, dice che può ancora bere, mi basta. Accontentarsi, è questo il trucco per sopravvivere? Non farsi beccare con le mani a frugare nei ricordi, questo è un piacere che riservo solo alle notti tranquille. Era una festa su in collina. Scendemmo al fiume, tuffammo i corpi giovani nelle acque scure. Nudi senza vergogna. Orgogliosamente nudi. Improvvisamente nudi. Pensammo che il buio ci potesse coprire col suo mantello di stelle. Non sapevamo niente. Ingenui e liberi. Che delizia. Vivevo in un estate perenne senza preoccuparmi delle provviste per l’inverno. Settembre è arrivato presto, le nuvole gonfie sono scese veloci dalla valle a coprire le lune. Impreparato e inadeguato, gli unici aggettivi che mi calzano a pennello. Il capolavoro dell’indifferenza altrui: stava finendo il mondo conosciuto fino ad allora e nessuno ci faceva caso. “È il corso degli eventi” ha detto qualcuno una volta mentre si parlava delle cose perdute per strada, sì, grazie al cazzo, ma l’accettazione è l’ultimo stadio nell’affrontare il dolore. Comunque continuo ad illudermi che siano gli altri a dover accettare me e non il contrario. Che angoscia.

You, I thought I knew you
You I cannot judge
You, I thought you knew me
This one laughing quietly underneath my breath
Nightswimming

[Tu, pensavo di conoscerti
Tu, non posso giudicare
Tu, pensavo che mi conoscessi
Questo unico ridere quieto sotto il mio respiro
Una nuotata notturna]

Ecco lo special, divaghiamo sui rapporti personali. Avrei voluto dirtelo (forse l’ho anche fatto) che stavamo saltando in aria, ma ero troppo terrorizzato. Vedevo la fine sempre più vicina. E che stupido sono stato nel pensare che avremmo vissuto per sempre con le nostre canzoni e i nostri giochi di parole. Messaggi in codice. Aghiorfiodi dre violitos. Ridevamo in faccia al futuro. Ridevamo perché serbavamo le lacrime per affrontare il prossimo mondo che avremmo abitato. Io lontano da te e tu lontano da me. Ci saremmo incontrati un giorno per caso, all’incrocio davanti alla chiesa e avremmo accampato scuse sul fatto che non ci siamo più fatti vivi. Avrei goduto nel saperti felice e tu lo stesso, ma non ce lo saremmo detti. Ci saremmo stretti la mano e salutati con eccessiva giovialità, ci saremmo vergognati silenziosamente delle promesse fatte in passato e nemmeno lontanamente mantenute.

The photograph reflects, every streetlight a reminder
Nightswimming deserves a quiet night, deserves a quiet night

[La fotografia riflette, ogni lampione è un promemoria
Una nuotata notturna merita una notte tranquilla, merita una notte tranquilla]

È irrilevante ormai quello che penso. Avrei voluto scriverla io questa canzone. Avrei voluto comprenderla allora, quando la robinia dominava le rive dei ruscelli. Comunque sia, giuro su Dio che è andata esattamente così: La notte era serena e abbiamo nuotato nudi finché non siamo affogati. La luna ha riso di noi. Mi chiedo quante volte la gente abbia inveito contro di lei mentre dava l’ultimo commiato alla propria giovinezza. Ridicoli e ignari. La luna ha riso di noi. I REM non torneranno mai più così come la nostra adolescenza.

L'autore

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