Out there

Testamento musicale

A proposito del problema ambientale e dell'estinzione della specie

Perché dobbiamo salvare il mondo? Al di là delle solite risposte ovvie e scontate come il fatto che non esiste un pianeta B e che probabilmente l’umanità, andando avanti di questo passo, è destinata ad estinguersi, a me viene in mente solamente che non conosco un altro posto nell’intero universo con Neil Young e i Clash. Non vorrei fare l’ennesimo sermone a proposito del cambiamento climatico, ma i recenti trending topic non mi permettono di esimermi.

Vedo gente di ogni età, estrazione sociale, religione, etnia e sesso scrivere assurdità su Greta Thunberg, i Friday for Future, Extintion Rebellion e i cambiamenti climatici. Questa è davvero l’unica battaglia da combattere ragazzi! Leggo di complotti, atrocità gratuite, negazioni dell’evidenza, attentati veri e propri all’intelligenza e al buon gusto… Oh Internet, ho creduto anch’io in te, ho sperato potessi elevarci davvero e invece sei stato una catastrofe immane. Dove sono i bei tempi andati in cui se si sentiva uno dire cazzate al bar, il giorno dopo non si presentava più perché era dal dentista a farsi ricostruire gli incisivi?! Mi direte che sono dittatoriale, prepotente e antidemocratico, mi suggerirete che sono contro la libertà di pensiero e di parola. NO! Sono contro la libertà di dire idiozie quando la realtà dei fatti è ben visibile e alla portata di chiunque. Sono contro chi per malvagità pensa sempre male perché la sua vita fa schifo. Sono contro chi è talmente pigro da non riuscire ad elaborare un proprio pensiero autonomamente. Sono contro chi non è in grado di guardare oltre a casa sua.

Stamattina, mentre trovavo il coraggio di alzarmi dal letto prima di andare a lavoro, leggevo commenti surreali e deliranti da parte di quelli che potrebbero essere nostri zii, vicini di casa, insegnanti, commercialisti o parrucchieri. Gente con il diritto di voto, gente che mette al mondo figli, che si scaglia contro una ragazzina di sedici anni (ora il loro problema è questo, poi torneranno ad essere probabilmente i migranti), solo per riempire l’immenso vuoto delle loro tristi esistenze inutili. “I gretini (Ahahahahah che ridere!) non hanno niente di meglio da fare che bloccare la città per manifestare? Che andassero a studiare”, “Ormai lo sanno tutti che questa demente (Greta, appunto) è la marionetta dei poteri forti”, “Ma quale surriscaldamento globale, siamo in settembre e io freddo” e altri esempi lampanti a proposito della fallacità dell’evoluzione della specie. A questo punto mi sorge spontanea una nuova domanda: Sarebbe davvero così grave se ci estinguessimo definitivamente? Ognuno risponda come preferisce.

Proviamo ad immaginare uno scenario apocalittico in cui l’umanità ha perso la sfida con il clima: una Waterworld causata dallo scioglimento dei poli, oppure un arido deserto radioattivo o una nuova era glaciale (per citare Joe Strummer) se preferite. Quali manufatti meriterebbero di raccontare la nostra civiltà? Cosa potrebbe riassumere al meglio la nostra esistenza come genere umano? Una station-wagon con parcheggio assistito e cambio automatico o un Dürer? Un cellulare ultima generazione o Kid A? Un centro commerciale o una poesia di Carver? Rispondetevi ancora una volta da soli: come volete essere ricordati?

Forse anch’io che sono figlio di questi tempi, come la maggior parte delle persone, aspiro a lasciare un pezzo di me a testimonianza del mio passaggio: un figlio, una canzone, questo sconclusionato scritto. E allora penso al Voyager Golden Record che sta viaggiando nello spazio siderale alla ricerca di vita aliena per adempiere al suo scopo di certificazione della nostra esistenza, sparando Johnny B. Goode e i canti delle balene in faccia ai fortunati E.T. che lo troveranno. Tra milioni di anni sarebbe bello se finalmente qualche altra forma di vita intelligente potesse ripescare dall’oceano oscuro del cosmo questo messaggio in bottiglia, questa lapide fluttuante, e sono più che felice che il nostro epitaffio possa essere un canto Navajo e Dark Was the Night, Cold Was the Ground. Questo sì, merita di essere tramandato per riecheggiare maestoso nell’eternità!

La musica, e l’arte più in generale, sono l’unico prodotto umano a non distruggere interi ecosistemi, a non bruciare foreste, inquinare oceani o sterminare esseri viventi. Bensì tende ad ispirare e innalzare l’essere umano per renderlo cosciente della comunanza con tutto ciò che lo circonda e renderlo più consapevole delle cose davvero importanti. Non i soldi, un cellulare, una macchina, non i beni materiali, ma un cuore gonfio di esperienze terrene ed ultraterrene. E cos’è la vita se non un brancolare nel buio, cercando e tentando sempre nuovi percorsi alla ricerca di flebili istanti di luce? La musica aiuta sempre a rischiarare la notte, permette di raggiungere più facilmente quello che conta davvero, ci fa iscrivere alla fratellanza dei mondi, ci fa comprendere per brevissimi istanti la reale ragione del perché siamo qui ora, quei lampi che riempiono le nostre esistenze: I suoi occhi su di te, il coraggio di agire, gli stormi che migrano in formazione.

P.S. Nella vana speranza di morire di vecchiaia suonate I see a Darkness al mio funerale.

Nell’eventualità in cui la Terra, giustamente, decida di liberarsi definitivamente di noi, mentre i vulcani eruttano, i terremoti spalancano le porte degli inferi e sciami di asteroidi oscurano i cieli, mi piacerebbe avere 8 minuti e 17 secondi per andarmene all’altro mondo ascoltando Like a Hurricane a massimo volume per celebrare fino alla fine, un’ultimissima volta, quello che ritengo il più grande traguardo dell’umanità: la musica. Grazie dell’attenzione.

L'autore

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